28 de fev de 2014

La Confraternita di regali Prog "Banco del Mutuo Soccorso - Gli Anni 70"


Obs: Este post me foi passado pela organização do evento e adorei prq pra mim é um dos melhores posts que já rodou por aqui em nossa alcatéia (postado originalmente em 11/11 e 22/11/12 com quase 20 mil acessos) e nada melhor que o melhor pra homenagearmos como estamos tentando fazer em vários blogs ao mesmo tempo essa banda fantástica e seu maravilhoso vocalista que nos deixou à pouco.

Acho mesmo que nada ficou desatualizado prq a história é a mesma só que com um personagem a menos e com muitos mais blogs hoje juntos, o que cobrava antes de vários e tá bem explicado abaixo; mas o tempo passou e eles e outros com nomes estranhos tb passaram a ser reconhecidos e cultuados com conhecimento, o que só me dá contentamento.

Nós mais velhos estamos conseguindo passar um pouco do legado que recebemos; pena não sermos gênios como nossos mestres mas acho que o esforço compensa sim alguma lacuna e o resultado só poderia ser esse; mais uma postagem animal em série e que venham mais.

Enjoy!!!!!!!!!!!!!!!!
Se tem um animal mais chato do que o lobo eu tô pra descobrir, prq enquanto um lobo não consegue fazer exatamente o que quer pode até morrer no meio da empreita mas que vai tentar isso vai e não adianta impedir.

Desde que frequento o mundo musical, como muitos aprendi um pouco sobre cada coisa o que não significa nada no universo musical, mas alguns posts atrás dizia que muitos blogs simplesmente postam por postar até pela sonoridade do nome da banda ou do artista e não pelo conteúdo que possam apresentar ou tenham construído afinal nem conhecem nada sobre.

O "Banco" é um desses exemplos que vejo espalhado pela net como praga mas com quase ou nenhuma informação do prq são importantes na Itália, na Europa e no mundo; sim eles são importantes para o mundo e não só por suas músicas ou apresentações, mas criaram estilos que muitas bandas do eixo EUA/Europa/Brasil seguem até hoje, só que falta muita informação e isso só um dicionário de música poderia ensinar e não um mero blog e uma destrambelhada alcatéia que nem sabe se amanhã estará aberta.Como não desisto nunca, o ZM em uma de suas voltas pelo mundo trouxe este belo trabalho que pode resumir tudo isso que digo e repito; e talvez ilustrar um pouco mais o valor da música italiana saindo do eixo PFM, Le Orme e etc que amo de paixão mas que beberam em fontes como esta e cresceram juntos, tocaram e tocam até hoje juntos.

Graças ao ZM posso encher o saco dos puristas que sempre acham saber de tudo e torcem os narizes pra qqr coisa que os contradiga e apresentar pra aqueles que querem ouvir, conhecer e entender uma obra na íntegra um trabalho com dois discos e ainda trouxe do blog oficial de seu fã clube todas as informações possíveis e só não trouxe mais senão seria mais fácil colar o blog aqui,rs

Atenção desavisados, segue abaixo a história de uma das maiores bandas de música do mundo, um pouco de sua vida e junto de brinde e gratuito (graças ao ZM) um duplo pra viajar enquanto vc perde um pouco de tempo ao ler em italiano essa jóia que se chama "BMS".
Agora sim me dou por satisfeito e posso continuar a ver a variedade de posts deles por aí prq quem quiser pode saber o "porque" deles existirem.Gli anni ’70 si sono caratterizzati per la nascita del movimento progressive che, partendo dalla terra di Albione Inghilterra, si è diffuso e sviluppato in tutta Europa assumendo connotati specifici nei vari paesi ma con un unico “humus”: la voglia di cambiare gli schemi e le regole, di arricchire l’intrattenimento con l’espressione di valori, di creare insospettabili agganci tra le varie arti. Tutto è nato dalla musica, arte storicamente considerata minore, ma con quell’unica caratteristica di immediatezza nella fruizione che la rende tanto speciale.

Erano gli anni in cui si ricercavano nuovi suoni mescolando musica classica e musica pop, in cui si approfondivano e rendevano poetici e sognanti, favolistici, metaforici i testi, in cui si usava il tratto, pittorico, fumettistico ... per “visualizzare” le note, per sommare idee alle idee, gli stimoli agli stimoli ... in un coinvolgente mix di graphic art, musica, pittura, poesia...

Erano gli anni dei “concept album”, delle “opere manifesto”, che analizzavano e approfondivano i problemi, che cercavano di dare spiegazioni, che prendevano posizione ...

Erano gli anni del “continuo divenire”, del non fermarsi mai a riflettere, della ricerca dell’individuo più che della massa, quando nomi come Genesis, Pink Floyd, Jethro Tull, King Crimson .. facevano sognare ad occhi aperti e facevano sentire parte di un tutt’uno.Erano gli anni del PROGRESSIVE.

Seppur in ritardo rispetto al resto d'Europa il movimento progressive arrivò anche in Italia. Nacquero numerose band più o meno legate dalla stessa voglia di cambiare; in alcuni casi solo per puro esercizio stilistico, in altri per raggiungere effettivamente una nuova espressività. Queste band furono a tutti gli effetti le “teste di ponte” che avvicinarono l’Italia al resto d’Europa. Tra queste una delle più attive e coerenti fu il Banco del Mutuo soccorso che è riuscita negli anni a creare uno stile espressivo e comunicativo che ancora oggi porta sui palchi di tutto il mondo.
Gli esordiTutto ha inizio nel 1968 quando Vittorio Nocenzi, già affermato tastierista, assieme al fratello Gianni al pianoforte, Franco Coletta alla chitarra, Fabrizio Falco al basso e Mario Achilli alla batteria si sono uniti per un’audizione presso la RCA per presentare alcune sue composizioni. L'audizione ebbe esito positivo. Ma i veri primi passi il Bnco li muove nel 1970 a Marino (Roma), città natale di Vittorio e di suo fratello Gianni, dove il gruppo ha la sua sala prove (la mitica “Stalla”). Le prime registrazioni del Banco del Mutuo Soccorso furono tre brani inclusi in 'Sound 70', una compilation (pubblicata solo su nastro) che presentava nuove formazioni e che permise alla band di incidere Vedo il telefono, La mia libertà e Padre Francesco. Della prima “embrionale” formazione accanto a Vittorio, Gianni Nocenzi e Fabrizio Falco, troviamo ora Claudio Falco alla chitarra e Franco Pontecorvi alla batteria. E con questa line-up furono registrati altri brani che rimasero a lungo inediti. Questi stessi brani sono stati pubblicati in Donna Plautilla nel 1989.

La reale svolta avvenne nel 1971 quando al II° Festival Pop di Caracalla a Roma, i fratelli Nocenzi incontrarono il chitarrista dei Fiori di campo Marcello Todaro, Francesco Di Giacomo (voce), Renato D'Angelo (basso) e Pierluigi Calderoni (batteria della band Esperienze) decidendo di unire le forze.

Si passa così dalle canzoni del primo periodo, fortemente influenzate dal beat, a composizioni lunghe e complesse, che riflettono il grande amore per la musica classica dei fratelli Nocenzi. E' per merito della bravura ed innovatività della band, oltre che di Sandro Colombini e Franco Mamone, che il gruppo viene messo sotto contratto dalla Ricordi Dischi che pubblica i primi tre album destinati a passare alla storia del nascente pop italiano, e che verranno apprezzati, non poco, anche all'estero.Il successo

Agli inizi del 1972 la band pubblica per la Ricordi il primo disco, omonimo, "Banco del Mutuo Soccorso", destinato a diventare una pietra miliare nella nascente scena italiana del rock. L'album contiene brani di grande impatto e notevole lirismo dove i testi di Francesco Di Giacomo si sposano alla perfezione con le composizioni di Vittorio Nocenzi.
In particolare "R.I.P. (Requisecant In Pace)", "Il Giardino del Mago" e "Metamorfosi" sono brani di struggente bellezza che rimarranno impressi nella mente degli appassionati per la loro grande poesia, per la loro alternanza di umori, di sfumature, di momenti di pieno strumentale a cui fanno seguito frasi appena sussurrate.
E' un'opera prima incredibilmente matura, che la dice lunga su quello che sarà il percorso artistico futuro della formazione. Di grande impatto è anche l'artwork, con una copertina a forma di salvadanaio, ed una fessura (quella utilizzata per introdurre il denaro) da cui può essere estratta una striscia di cartoncino su cui sono stampate le foto dei componenti del gruppo. Una vera rarita' per i collezionisti.

A pochi mesi di distanza dal disco d'esordio il Banco è di nuovo al lavoro per realizzare "Darwin !" (1972), un'opera concept (prima in Italia) basata sul un tema dell'evoluzione dell'uomo teorizzata da Charles Darwin.
La nuova avventura del gruppo reca con sé altre composizioni che lasceranno il segno. "La danza dei grandi rettili", "La conquista della posizione eretta" e "750000 anni fa... l'amore?" sono affreschi dalle mille sfumature in cui la band esprime in modo efficace il caos primordiale e l'apparizione dell'uomo, un essere dotato di coscienza e di sentimenti con un suo bisogno d'amore, ancora molto animale nell'aspetto ma già avviato a diventare l'essere più evoluto del pianeta.L'anno successivo vede il primo avvicendamento nelle file del Banco, il chitarrista Marcello Todaro viene sostituito da Rodolfo Maltese (proveniente dagli Homo Sapiens), che partecipa alle sessioni di registrazione del terzo album della band, "Io sono nato libero" (1973), ma viene accreditato solo come ospite. In realtà fa già parte del gruppo e ne diventerà, di lì a poco, una colonna portante.

Ancora una volta la band propone brani di altissimo livello, in cui la poesia e l'impegno dei testi scritti da Di Giacomo trovano il loro degno completamento nelle notevoli composizioni di Vittorio e Gianni Nocenzi (che firma la pregevole " città sottile"). Il nuovo lavoro contiene solo cinque brani, di cui due ("Non mi rompete" e "Traccia II") destinati ad entrare nella storia della formazione. Non sono certo da meno i rimanenti brani "Canto nomade per un prigioniero politico", il già citato brano di Gianni Nocenzi e "Dopo... niente è più lo stesso".

Il quarto album della band, "Come in un'ultima cena" (1976) è l'ennesima dimostrazione del talento della formazione. Spiccano "Il Ragno", brano in scaletta da più di vent'anni, "E' così buono Giovanni, ma...", "Si dice che i delfini parlino", "Fino alla mia porta" ... tutti brani di notevole bellezza, che non temono confronti a livello internazionale e che daranno grosse soddisfazioni al Banco nel corso del successivo tour europeo, condotto come gruppo spalla ai Gentle Giant.

Dell'album viene realizzata anche una versione in lingua inglese ("As in a Last Supper") con testi tradotti da Angelo Branduardi.L'estero

(1974-1976)

Dopo i primi tre album il Banco lascia il contratto con la Ricordi, ma è ormai una realtà e non solo a livello nazionale. Si parla di un interessamento da parte della Warner Bros ed alla fine il gruppo viene messo sotto contratto da Greg Lake e Keith Emerson per la Manticore Ltd, etichetta che ha già in scuderia la P.F.M. e che è disposta ad investire sui promettenti gruppi italiani.

Da questa esperienza nascono i primi album presentati all'estero, primo fra tutti "Banco" (1975) che contiene rielaborazioni di brani già editi ma in lingua inglese (con testi di Marva Jan Marrow). Tra questi "R.I.P." ("Outside"), "Non mi rompete"("Leave Me Alone"), "Dopo... niente è più lo stesso" ("Nothing's the Same") e "Metamorfosi" ("Metamorphosis") oltre alla strumentale "Traccia II" e alle inedite "Chorale (from Traccia's Theme)" e "L'albero del pane("The Bread Tree)".

Questo album, che a tutti glli effetti si può considerare il quarto lavoro del BMS, viene presentato al Teatro Malibran di Venezia, con Keith Emerson presente, e viene accolto con entusiasmo dalla stampa italiana internazionale.

Solo un anno dopo anche "Come in un'ultima cena" (1976) viene realizzato in versione in lingua inglese con il titolo "As in a Last Supper", con testi tradotti da Angelo Branduardi.

Il primo film

Il 1976, oltre che per l'uscita di "Come in un'ultima cena", è caratterizzato dalla realizzazione della colonna sonora del film tratto da un romanzo di Elio Vittorini, per la regia di Luigi Faccini.

"Garofano Rosso", primo album solo strumentale di cui Francesco Di Giacomo ha curato le ricerche storiografiche, è il primo passo della band verso nuovi orizzonti e nuove sperimentazioni che ne hanno fatto una delle identità culturali italiane più prolifiche, continue ed importanti.Nel 1978 esce forse il lavoro più complesso del Banco.

L'album viene intitolato "...di terra" e si presenta come un LP completamente strumentale in cui la band, accompagnata dall'Orchestra dell'Unione Musicisti di Roma, si avvicina molto alla grande tradizione classica e ad umori legati al jazz.

E' forse uno dei punti più alti toccati dalla formazione. Per l'occasione viene lasciato da parte Francesco Di Giacomo che è comunque l'autore dei versi che presi singolarmente formano i titoli delle sette composizioni presenti.

Nel cielo e nelle altre cose mute ....

... Terramadre

... Non senza dolore

... Io vivo né più di un albero non meno di una stella

... Nei suoni e nei silenzi

... di terra

La poesia della musica etnica

Il mitico decennio degli anni 70 si chiude con la pubblicazione di "Canto di primavera" (1979), lavoro che contiene otto fresche composizioni intrise di gioia pastorale.

L'album si apre con la strumentale ciclo che richiama il susseguirsi delle stagioni e che splendidamente introduce "Canto di Primavera", vero e proprio inno alla gioia pieno di suoni ed odori.

Da ricordare sono anche l'altra strumentale "Circobanda" che chiude l'album, e le intense "E mi viene da pensare", ancora oggi riproposta in versione acustica, e "Lungo il margine".

Per finire non si può non sottolineare "Sono io la bestia", classico brano del Banco fatto di contrappunti strumentali e vocali con un testo al di sopra della media.Il gran rifiuto

1986-1989

La fine del decennio si consuma con quattro anni di silenzio interrotti solo dalla pubblicazione di "Non mettere le dita nel naso", attribuito al solo Francesco Di Giacomo, ma prodotto da Vittorio Nocenzi e suonato da quello che è il Line-Up del Banco in quel momento: accanto a Nocenzi e Di Giacomo troviamo gli inossidabili Rodolfo Maltese e Pierluigi Calderoni, Cinzia Nocenzi (sorella di Vittorio) alle tastiere, Tiziano Ricci al basso e Pietro Letti al sax.

L'album di Francesco con il Banco contiene la bellissima "Qualcosa che rimane", come pure "Ti taglio i viveri" e "Non ci siamo" in cui trapela un certo amore per il Soul e per il Rhythm'n'Blues da parte del cantante.

Da segnalare la cover di "Hey Joe" di Jimi Hendrix realizzata in coppia con Sam Moore e pubblicata inizialmente su singolo, per poi essere inserita nella ristampa in CD di "Non mettere le dita nel naso".La riconferma

All'inizio degli anni '90 il gruppo si riappropria dell'antica sigla Banco del Mutuo Soccorso, ma non è l'unica novità.

In concerto vengono ripresi i brani del primissimo periodo e si torna ad eseguirli con gli arrangiamenti originali. E' un grande momento per i sostenitori di vecchia data della band, di lì a poco viene infatti pubblicato un cofanetto a forma di salvadanaio intitolato "Da qui messere si domina la valle" (1991) che contiene nuove incisioni dei brani dei primi due album.

Un ritorno all'antico che genera nuovo entusiasmo nella band, come nei suoi fan e che dimostra quanto ancora siano attuali brani come quelli contenuti in "Banco del Mutuo Soccorso" e "Darwin".

Non c'era modo migliore per aprire gli anni '90.La nuova vena

Alla fine del 1994 esce un nuovo lavoro del Banco, il primo in quasi dieci anni ad essere pubblicato a nome del gruppo. "Il 13" (1994) è un album che si mantiene in equilibrio tra passato e presente, in cui è presente un chiaro riferimento alla tradizione del gruppo come pure all'esigenza di una maggiore comunicativa.

E' impossibile comunque non provare un brivido lungo la schiena all'ascolto di "Bisbigli", brano per solo piano quasi sussurrato da Vittorio Nocenzi, o nella trascinante "Emiliano". Altri momenti splendidi dell'album sono "Guardami le spalle", "Bambino", "Rimani fuori" e "Tirami una rete".

Gli anni '90 sono anche stati caratterizzati da un ritorno massiccio alle performance live del gruppo che hanno toccato non solo l'Italia ma anche il Giappone, il Messico, l'Argentina ...

In questi anni nasce anche l'esperimento "Acustico", la voglia cioè di presentare i brani storici, e non solo, nella loro veste più vera,più comunicativa, ricercando le sensazioni provate nel momento di comporli. A questo esperimento partecipano i tre membri storici del Banco Vittorio Nocenzi, Francesco Di Giacomo e Rodolfo Maltese più il giovane Filippo Marcheggiani in qualità di secondo chitarrista.Il pubblico sembra gradire l'alternanza tra versioni acustiche ed "elettriche" tanto che da uno dei concerti di maggior successo in Giappone (On Air West, il 25 e 26 Maggio 1997) viene tratto un nuovo album, intitolato "Nudo" (1997).

L'album, un doppio CD che per volere della band viene commercializzato al prezzo di un singolo, consiste di un estratto di quel mitico concerto dove la potenza sonora ed espressiva della band risaltano in modo inequivocabile, e della registrazione in studio dei brani 'Unplugged' in versione acustica.

E "dulcis in fundo", viene inciso un brano nuovo di zecca, Nudo, che ripresenta la freschezza compositiva sia musicale che lirica dei tempi migliori. Il brano, di lunga durata in tre movimenti, rappresenta la nuova vena che accompagnerà la band nel nuovo millennio.Il presente

Sembra ieri ma sono già trascorsi 25 anni da quando Nocenzi & Co hanno iniziato ad introdurre piccole monete in un salvadanaio... quello stesso salvadanaio che oggi, a distanza di anni, riesce ancora a rivelarci tesori di valore inestimabile.

L'avventura continua ...
Line-up / Musicians
- Francesco Di Giacomo / vocals
- Marcello Todaro / guitar
- Gianni Nocenzi / keyboards
- Vittorio Nocenzi / keyboards
- Renato D'Angelo / bass
- Pierluigi Calderoni / drums

Obs: link ok

Enjoy!!!!!!!!!!!!!!

26 de fev de 2014

Muere genio de la guitarra española Paco de Lucía

Apesar do Ricardo dizer que vai parar de ler notícias espero que não, prq ao abrir a caixa de emails hoje logo de cara me deparo com essa nota.

Uma vez acho que o Tano ou o Gustavo falaram que o SM iria virar um obituário se continuasse postando os falecimentos, partidas, idas, sei á o nome que queiram dar, mas não seria honesto comigo mesmo se não prestasse uma singela homenagem aos meus ídolos que muitos confundem com religião e nem se atrevem a usar esse termo.

Ídolo é uma pessoa que poderia ser como nós mas se tornou muito mais por seu trabalho e que fica imortalizado pela história.

Qtos conseguem se esquecer de Wagner, Chopin, Beethoven, Chaplin, Hendrix, SRV e tantos que já partiram e nos deixaram seu legado, seu trabalho, seus dias sem dormir e sem comer como meu querido Chet Baker que teve a boca arrebentada na prisão prq devia aos traficantes e passou a usar dentadura ou não pra tocar e cantar e assim foi sua carreira?

Se um cara desse não é um herói ele para e vai pedir esmola nas esquinas mas não ele decide que não vai ficar caído apesar de ser apelidado de "fallen angel" ou "broken heart" prossegue e isso os torna diferentes de nós; eles morrem sim, mas não são apagados, esquecidos e por mais que despostas e ditadores de quinta categoria, queimem tudo, destruam tudo nunca destruirão aquilo que não existe e ao mesmo tempo está entranhado nas veias e mentes de cada um de nós.

A Espanha passou por ditaduras e destruições obtusas de líderes obtusos, como a Itália de nosso Francesco do BMS no post anterior, mas vejam se parou de produzir e criar e inventar e melhorar e resgatar e revirar pelo mundo; como participei de um processo dos anos 60/70 de resgate da música italiana e muito do que se dava como perdido foi encontrado e revivido e aqui no Brasil com "S" o Charles Gavin é um dos que tem revirado nossa história e relançado discos seminais e feito programas maravilhosos no Canal Brasil.

Por isso ídolos, por isso heróis, por isso eternos!!!!!!!!!

Paco de Lucia, só o nome já soa como música e ele era sim um ídolo de uma geração ou várias e que aprendeu o Flamenco enquanto os Stones arrebentavam o R'R entre outros, e ainda se juntou a monstros como Al Di Meola, Mahavisnhu, Larry Corryel que escuto agora no Meeting of Springs e vc nem sabe o que está sentindo direito ao dedilhar estas linhas enquanto eles dedilham seus violões; só sente que dói de novo.


MADRI, 26 Fev 2014 (AFP) - O violonista espanhol Paco de Lucía, lenda do flamenco, morreu no México aos 66 anos, anunciou nesta quarta-feira a prefeitura de Algeciras, sua cidade natal, que decretou três dias de luto pela perda do "maior violonista de todos os tempos".

O músico foi vítima de um infarto, informou a prefeitura, sem especificar o local exato do óbito.

A morte do músico representa "uma perda irreparável para o mundo da cultura, para a Andaluzia", declarou o prefeito de Algeciras, José Ignacio Landaluce.

"A morte de Paco de Lucía transforma o gênio em lenda. Seu legado perdurará para sempre, assim como o carinho que sempre mostrou por sua terra. Apesar dele ter partido, sua música, sua maneira genial de interpretar, seu caráter, sempre estará entre nós", afirmou o prefeito em um comunicado.
O município de Algeciras decretou três dias de luto oficial e convocou para o meio-dia um minuto de silêncio em "memória do maior violonista de todos os tempos".

Francisco Sánchez Gómez, mais conhecido como Paco de Lucía, nasceu em 21 de dezembro de 1947 nesta cidade andaluza da província de Cádiz.

Durante a carreira se tornou um artista famoso em todo o mundo, que conseguiu modernizar o flamenco tradicional combinando o estilo com o jazz e outros gêneros musicais variados, incluindo a bossa nova.

Em 2004, o músico, que começou a carreira aos 12 anos e divulgou o flamenco em todo o planeta, recebeu o Prêmio Príncipe das Astúrias das Artes.

"A partir do violão flamenco, aprofundou também o repertório clássico espanhol - de Albéniz a Falla -, na emoção da bossa nova e no sentimento do jazz", considerou o júri.

"Tudo que pode ser expressado com as seis cordas do violão está em suas mãos, que se animam com a emocionante profundidade da sensibilidade e a limpeza da máxima honradez interpretativa", completou o júri.

Apesar da fama mundial, Paco de Lucía sempre foi discreto. Ele preferia a expressão nos palcos e nas gravações musicais, ao invés da imprensa.
Ele também morou e trabalhou no México, em Toledo e em Madri.

O violonista gostava de lembrar que devia a carreira ao pai, um cantor de flamenco desconhecido.

"Os ciganos são melhores porque escutam a música desde que nascem. Se não tivesse nascido na casa de meu pai, eu não seria ninguém hoje. Não acredito no gênio espontâneo. Meu pai me obrigou a tocar violão desde que era criança", afirmou no livro "Paco de Lucía. Una nueva tradición para la guitarra flamenca".

A lenda dizia que seu pai o amarrava ao pé da cama em sua casa de Algeciras para impedir que o menino saísse e forçar a prática.

"Não era assim, era mais psicológico. Ele perguntava 'durante quanto tempo você praticou?'. Eu respondia '10 ou 12 horas' e via sua cara de felicidade", afirmou De Lucía.

O início precoce nos palcos flamencos, ambientes noturnos repletos de fumaça, permitiu que ganhasse dinheiro para ajudar a família. Mas aos 15 anos já colaborava em gravações de discos em Madri e, quando atingiu a maioridade, assinou contrato para o primeiro álbum.

Na época, conheceu outro músico talentoso, que virou um mito do flamenco moderno, Camarón de la Isla, que então com 15 anos acabara de desembarcar com seu talento na capital espanhola.
A amizade foi imediata e os dois artistas foram grandes colaboradores até a morte, em 1992, de Camarón, conhecido pelos excessos e vítima de um câncer.

Fuente e Caudal

24 de fev de 2014

Musica italiana in lutto Morto Francesco Di Giacomo del Banco del Mutuo Soccorso

IO NON SONO PIÙ IN GRADO DI VEDERE TANTE MORTI STUPIDE A CAUSA DI UN POTERE EFFIMERO E FUGACE .

DESPOTI E DITTATORI COME QUA E LÀ RIMANGONO SALDI NELLA DERUBARE E UCCIDERE NOI LA FAME E LA SETE E DISTESO CON QUELLA FACCIA CHE SOLO LA PIÙ SFACCIATA DELLE PROSTITUTE POSSONO AVERE .


NEL FRATTEMPO I NOSTRI IDOLI , NATURALMENTE , INVECCHIANO E MUOIONO COME VOI E HO ANCORA VOGLIA , MA SE FOSSERO UN PO 'PIÙ POTREBBE DARCI UN PO' DI CONFORTO , UNA SPALLA SU CUI PIANGERE IL NOSTRO DOLORE, MA ANCHE QUESTO È STATO CONSENTITO IN E CHIEDONO , MIO DIO PERCHÉ TANTO DOLORE E TANTA SOFFERENZA PERCHÉ ?


CHE COSA SARÀ LASCIATO NEL POZZO ?


COSA È RIMASTO DI NOI ?


COME ANDREMO AVANTI ?


UNO DEI PIÙ GRANDI CANTANTI DELLA MUSICA ITALIANA E MONDIALE , UN FRATELLO ... LASCIA UN ALTRO E COME HO IMPARATO SOLO ADESSO STO EVITANDO TRISTE NOTIZIA NON MI POTEVA MANCARE , E NONOSTANTE SANTANA SOTTO ESSERE UN MERAVIGLIOSO POSTO NON È RIUSCITO A ME NON FALLIRE ADDIO A NOME DI TUTTI COLORO CHE AMANO LA MUSICA VERA E FATTA DA VERI MUSICISTI .


RELAX AMICO , RIPOSA IN PACE LA LORO MISSIONE ERA CUPRIDA , SI SPERA MOLTI SAREBBE ANDATO BENE CON LA COSCIENZA DEL DOVERE COMPIUTO E NON PIENO DI BUGIE PER NASCONDERE I LORO CRIMINI ! !


FRANCESCO RIPOSO , RIPOSA IN PACE ! !


DEAD OR ALIVE


IL CANTANTE AVEVA 66 ANNI

Un grave lutto ha colpito il mondo della musica italiana. Francesco Di Giacomo, 66 anni, voce carismatica del Banco del Mutuo Soccorso, è morto in un incidente stradale a Zagarolo, comune a una trentina di chilometri di Roma.
Secondo le prime ricostruzioni Di Giacomo avrebbe accusato un malore mentre era alla guida della sua auto, una Toyota, in via Valle del Formale, all’altezza del centro sportivo del paese. L’auto avrebbe così invaso l’altra corsia andandosi a schiantare contro una Rover che procedeva in senso opposto. Nulla da fare per Di Giacomo, spirato durante il trasporto in ospedale. La donna alla guida dell’altra auto non avrebbe riportato gravi ferite.
Di Giacomo, una delle voci più caratteristiche della musica italiana, ha segnato una grande epoca con il Banco del Mutuo Soccorso, gruppo al quale rimarrà legato indissolubilmente segnando profondamente l’epoca del rock progressivo italiano che tanti estimatori continua ad avere da ogni parte del mondo. Il gruppo esordì nel 1972 con l’album omonimo dalla caratteristica copertina a salvadanaio, diventata un’icona in tutto il mondo, per poi proseguire con due capolavori del genere come il concept album “Darwin” e “Io sono nato libero”.
Il Banco, capitanato da Di Giacomo e Vittorio Nocenzi, da sempre autore di una musica particolare e ricercata e dai testi altamente lirici, negli ultimi anni era tornato a calcare i più importanti palchi italiani con tour in tutta la Penisola.
BANCO (FRANCESCO DI GIACOMO)

Dopo una carriera così lunga, come vivi ora il tuo rapporto con il pubblico?

Il contatto con la gente e con i nostri fans è ovviamente davvero molto importante per noi, anche se non ti nascondo che siamo davvero stupiti nel constatare che, pur essendo noi un gruppo degli anni '70, ai nostri concerti assistono prevalentemente ragazzi che vanno dai 15 ai 20 anni.

Cosa puoi dirci di "Nudo", il vostro ultimo lavoro?

E' un lavoro che ci piace moltissimo e che credo rappresenti la nostra maturazione musicale, sia nell'ambito della ricerca dei testi, sia in ambito ritmico e compositivo, tenendo sempre presente che quello che creiamo nasce prima per noi stessi e poi per il pubblico, il quale comunque vedo che ci segue sempre con interesse.

Programmi per il futuro?

Penso che tra pochi mesi dovrebbe essere confermata una nostra tournée negli Stati Uniti e subito dopo ci tufferemo in una serie di esibizioni live alternando concerti acustici ed elettici, anche se non ti nascondo che l'esibizione acustica è un po' lo specchio della nostra fase attuale.

Igor De Bastiani
Gustare!!!!!!!!!!!!!!!!

21 de fev de 2014

Carlos Santana


Carlos Alberto Santana Barragán, mais conhecido como Santana ou Carlos Santana (Autlán de Navarro, 20 de julho de 1947), é um conhecido guitarrista e compositor mexicano. Tornou-se famoso na década de 1960 com a banda Santana Blues Band, conhecida posteriormente apenas como Santana - mais precisamente com a sua atuação no Festival de Woodstock em 1969, onde ganhou projeção mundial. Em 1966, ajudou a formar a Santana Blues Band, nome posteriormente encurtado para Santana. A banda começou a tocar no Fillmore West Auditorium, onde muitas das grandes bandas de São Francisco começaram. A primeira gravação de Santana foi The Live Adventures of Mike Bloomfield and Al Kooper, com Al Kooper e Mike Bloomfield. Depois de assinar com a Columbia Records, Santana lançou um álbum auto-intitulado Santana. O grupo consistia, na época em: Carlos Santana (guitarra), Gregg Rolie (teclado e vocais), David Brown (baixo), Belen Garay (bateria), Jose Areas e Michael Carabello (percussão). Na turnê que fizeram para divulgar o álbum (que incluía os sucessos "Jingo" e "Evil Ways"), a banda tocou no Festival de Woodstock. A apresentação aumentou enormemente a popularidade do Santana. Santana se tornou um grande sucesso, tal como o álbum Abraxas, de 1970 (destacando a música "Oye Como Va") e Santana III, de 1971. 


Em seguida, a formação original do Santana se desfez. Gregg Rolie se tornou um dos fundadores da banda Journey. Carlos Santana manteve o nome e utilizou diversos músicos diferentes para continuar a turnê pelo país, lançando vários álbuns. Durante este período, Carlos adotou o nome "Devadip", dado a ele pelo líder espiritual Sri Chinmoy. Vários álbuns foram lançados nas décadas de 1970 e 1980, incluindo colaborações com Willie Nelson, Herbie Hancock, Jones, Wayne Shorter, Ron Carter e The Fabulous Thunderbirds. Em 1991, Santana apareceu como convidado no álbum "Solo Para Ti", de Ottmar Liebert, nas músicas Reaching Out 2 U e numa versão de sua música Samba Pa Ti. Carlos Santana foi incluído no Hall da Fama do Rock em 1998. Carlos Santana lançou em 1999 o álbum Supernatural, que teve as participações de Rob Thomas, Eric Clapton e Lauryn Hill, ganhando prêmios Grammy em nove categorias, no ano seguinte, igualando um record histórico que somente Michael Jackson detinha. Santana costuma usar guitarras PRS de modelo próprio (Signature). Foi aclamado pela revista Rolling Stone como o 20º melhor guitarrista de todos os tempos.

O cara é bom... O cara é fera. Toca com todos e para todos, sempre impondo o som de sua Guitar. Qualquer nota que ouvimos, sabemos que é Santana, que ainda continua produzindo discos de primeira qualidade.

Seguem alguns álbuns:


Moonflower é um álbum ao vivo lançado em outubro de 1977 pela banda americana Santana. O álbum também tem faixas de estúdio, misturadas com as faixas ao vivo, e todas com musicalidade mista de jazz fusion, blues-rock e latin rock. As faixas ao vivo foram gravadas durante a turnê européia do álbum Festival. Chegou à 10ª posição na parada da Billboard. Uma versão da música "She's Not There", dos The Zombies, foi lançada como single e chegou à 27ª posição da Billboard.



Blues for Salvador é um álbum solo lançado em outubro de 1987 pelo guitarrista Carlos Santana, e dedicado à sua esposa Deborah Santana. O álbum rendeu a Carlos o "Prêmio Grammy de Melhor Performance de Rock Instrumental" de 1989.




Carlos Santana possui uma série de discos lançados nos últimos 30 anos. Porém, por muito tempo, ouvi apenas este vinilzão. E até hoje, considero a melhor coletânea de Santana.





ENJOY!!!!

17 de fev de 2014

Sound Factory (Prog Brasil)

Em 13 de abril de 1970, o Sound Factory entrou no estúdio da Castelinho, no centro da cidade, para iniciar as gravações do que viria a ser o primeiro e único LP da banda. A banda era formada por Antônio Ricardo Canízio Sampaio, no baixo, Izidro Martins Neto, no órgão, Trajano Luis Lemos Junior, na bateria, e o norte-americano Kevin Valentine Peter Brennan na guitarra. Entre os 10 temas gravados, dois são de autoria de Kevin (Restless Time e Let's Go), um de Ricardo (Midnight Inspiration) e os demais covers do Traffic (Withering Tree e Shangai Noodle Factory), Blind Faith (Can't Find My Way Home), Johnny Winter (I'm Yours And I'm Hers), It's A Beautiful Day (Wasted Union Blues), Jefferson Airplane (Lather) e Robert Johnson (Crossroads). Produzido por Raimundo Bittencourt, com fotos de capa e contra-capa de Gilson Sérgio Cruz, o disco, que tem o nome do conjunto como título, só viria a ser lançado em agosto. Com tiragem reduzida de 300 unidades o LP acabou se transformando numa das maiores raridades do rock brasileiro, sendo também objeto de cobiça de colecionadores do mundo inteiro. 

Sound Factory (1970)



Tracks:
01. Restless Time (Kevin Brennan) - 4:46
02. Crossroads (Robert Johnson) - 3:39
03. Can't Find My Way Home (Steve Winwood) - 3:18
04. I'm Yours And I'm Hers (Johnny Winter) - 3:17
05. Whithering Tree (Steve Winwood, Jim Capaldi) - 3:00
06. Shanghai Noodle Factory (Steve Winwood, Jim Capaldi, Chris Wood) - 4:34
07. Wasted Union Blues (David Laflamme) - 3:01
08. Lather (Grace Slick) - 2:42
09. Let's Go (Kevin Brennan) - 2:28
10. Midnight Inspiration (Antônio Ricardo Canizio Sampaio) - 4:12

Personnel:
- Kevin Valentine Peter Brennan - lead vocals, all guitars, dulcimer, percussion
- Antônio Ricardo Canizio Sampaio - lead vocals, bass, piano, percussion
- Izidro Martins Neto - organ, piano, percussion, backing vocals
- Trajano Luis Lemos - lead vocals, drums, percussion

13 de fev de 2014

"Charles Chaplin e o Garoto" (The Kid - 1921)

Como já é de conhecimento de alguns tive uma série de imprevistos (que ótimo se fossem previsíveis não seriam imprevistos e poderiam até ser resolvidos antes de dar problemas) nos últimos meses e com isso pedi ajuda à amigos em respeito aos frequentadores dessa alcatéia.

Não conseguia pensar nos amigos e amigas que fiz nesses anos todos deixados ao acaso como vejo em muitos blogs, mas não os culpo tb não; imagine que chega uma hora que tudo enche o saco, que as pessoas por traz dos avatares ficam doentes, morrem, se mudam, mudam e param, isso, param .......

Mas não era meu caso, o meu era uma sequência de fatos que passavam por todas as áreas da minha vida, emocional, funcional, humana ou animal e ainda a parte técnica que deu pau de uma vez, como hd pifado mais uma vez com muito calor (imagina né) e placa-mãe que foi pro saco e por aí afora.

E ainda tudo isso sem condições de ser resolvidos na hora com facilidade!

Bem, ainda não entendo alguns desafetos que existem na net e adoram polemizar sobre nada, discutir sobre o indiscutível e que se vc não for a imagem do que eles querem vc não serve pra eles.

PQP, nunca me propus a ser a imagem perfeita pra ng, nem guru de ng, nem sequer alguém ou algo na vida de alguém; na net as vz somos amigos anos a fio e a pessoa para de falar com vc e acabou a amizade, sobram lembranças e só.

Por exemplo essa trollagem toda que rolou nos blogs Nas Ondas da Net, Valvulados, aqui e antes já havia começado no ProgRockVintage, o que mais me encucou foi descobrir antigos amigos se aproveitando do anonimato que eles mesmo me ensinaram a descobrir trollando, xingando, destratando e muito mais sem motivo algum prq nem falava mais com eles.

Só que isso tudo me fez mais forte do que muitos imaginam, sou realmente osso duro pra roer, e como disse: O dia que sairmos do ar será por motivo de força maior.

Não paro prq um ou todos querem, faço prq gosto e não para agradar; não posto nada pensando em ng e se vão gostar como eu e principalmente não posto o que não gosto.

Não faço para discutir se acho certo ou não , prq o que posto já foi conferido, vivido, testado e experimentado e não está aqui pra passar pelo crivo de ng; quer um exemplo interessante?

Qdo posto progs os acessos sempre sobem naquele post específico o que não significa que o blog tenha com isso uma alta inflação (rs) de acessos como um todo, é como uma onda e de repente volta a estabilidade e acontece o oposto qdo posto Blues, os acessos aos posts específicos caem mas não do blog como um todo.

Excessão feita a Clapton, Beck, SRV e Warren Haynes que não são discriminados e vejam se deixei alguma vez de postar os monstros do Blues por aqui só pra agradar postando prog?

Gosto sim de tudo, e de prog tb mas aqui posto o que dá na cabeça e na hora que acho que devo.

Parece duro?

Mal educado?

Não, sincero e claro como deveriam ser as pessoas e seus relacionamentos prq por traz em emails detonam meio mundo pra vc e pra quem vc se relaciona e pra os próprios exaltam os objetos de seu desprezo pra se alinharem contra as opiniões do Lobo, ou dono do blog como dizem algumas antas (coitadas não merecem a categoria de trolls) e jogam amizades (olha aí a net de novo) de anos fora só por serem contrariadas.

Mais uma vez não estou aqui pra agradar ng, não vou me eleger a porra nenhuma, chegamos com o SOM MUTANTE aonde chegamos prq quem quis e teve boa vontade entendeu o prq existimos e como fazemos por aqui.

Sou gratíssimo a todos que até hoje me aturaram e me ajudaram mesmo carregando o piano em outras ocasiões que sempre citei de onde vinha a idéia, fonte, post ou link; e agora muito mais à aqueles que mesmo não concordando com tudo ou nada, foram fiéis àqueles que aqui frequentam e os respeitaram tanto ou mais como eu, deixando muitas vz suas obrigações e compromissos de lado pra não deixar seguidores tão valorosos de lado esperando eu conseguir me levantar.

E desde que agiram assim cada uma de suas postagens se tornou uma marca aqui na alcatéia, e o SM até deu uma arejada, uma revitalizada e experimentos foram feitos vistos por ângulos completamente diferentes dos meus e isso fez a diferença; pena ter sido numa época de festas, virada de ano e férias prq teriam tido muito mais atenção do que tiveram apesar que uma média de 400 acessos e picos de 800 não se pode chamar de poucos acessos.

Bem o post de hoje seria novamente outro, aliás "outros" foram os que fiz prq ele (o post citado) está pronto pra subir mas acontecem fatos que mudam o rumo da história e qdo vi as fotos espalhadas mundo afora de "negrinhos"algemados ou presos a postes com travas de bikes ou correntes aquilo mexeu demais comigo.

Vc sabe que são trombadas, vc sabe que se estiverem armados e nóias matam até famílias inteiras mas vc sabe tb que os justiceiros não sobem os morros pra encarar os "negrões"que mandam na bagaça (mas todos sabem quem são) e em entrevistas que ouvi disseram ser mais de 50 e qdo precisar voltam pra sua área ficar limpa.

Quem não sabe que tudo isso é abastecimento pra classe média que eles se intitulam defender?

Qual deles não dá uns pegas ou compra uns canos pra se defender e da mão de quem?
Nossa, ao ver aquilo me veio a cabeça o livro Navio Negreiro de Castro Alves e ali não tem santos prq na Africa tribos lutavam contra tribos e os perdedores eram vendidos como escravos, ao ponto de duas religiões sagradas pra os negros terem sido extintas junto com seu povo e sobraram duas que tantos comentam por aí demonizando seus seguidores mas aceitando $ até do próprio tráfico pra construir templos cada vez maiores e darem muita grana e benefícios pra os seus.

Aliás num show pra o tal deus a federal baixou e prendeu meio mundo prq tinham mais drogas com eles do que encontravam nas biqueiras.

Mais uma vez a história se repete, escolhe-se um alvo e o destrói, sendo pela religião ou pela força, em nome de Deus ou do diabo e a única coisa que veio a mente foi colocar aquela imagem, aquela triste lembrança da escravidão mas desisti e lembrei dessa história do mágico e gênio Chaplin (que até acusado de pedófilo foi em sua carreira) que fez e faz gerações rirem e chorar aos seus trejeitos e manhas de eterno vagabundo, e o Garoto é muito claro no que hoje se repete e só um Chaplin profetizaria com tamanha clarividência e capacidade tudo numa grande sopa de nossa pseudo sociedade.

"Leva pra sua casa"

"Pega pra cuidar"

"Deixa ele matar sua família e quero ver se vai amá-lo"

Mas quem o criou assim?

Ele não nasceu assim, e foi deixado a margem da sociedade como eu ou vc e que poderíamos ser ele já pensaram bem nisso?

Não quero dizer e nem vou tentar dizer quem está certo ou errado, só digo que não esta certo e nada está enquanto gastamos milhões com a copa meninos negros (bandidos sim ou não) são algemados a postes e ainda por cima "NUS" pra maior vergonha de ser ladrão, nóia sei lá o que!

Negrinho vc não presta, não gostamos de vc e assim tratamos gente de sua laia!!!!!
Não não tá certo, tá errado e assim não pode (mas vai e vai piorar) continuar!

Subam os morros justiceiros, todos sabem quem é  quem, enfrentem de homem pra homem quem manda nos "negrinhos" e aí sim podem bater no peito, mas 10 15 caras batendo num moleque e deixando ele daquele jeito e se achando?

Alino Flamengo mesmo tá cheio de caras que chefiam tudo prq os justiceiros que andam de skate a noite não vão lá?
Prq?

Um policial de folga tenta prender uns bandidos que estavam "fazendo" um pessoal, eles fogem, ele dispara, eles disparam e uma moça leva uma bala (ATENÇÃO ANTAS: Bala perdida não é encontrada nunca por isso "perdida" e não acerta alvo prq se acertou não está mais perdida, foi um tiro que atingiu alvo errado, pqp, parece a história do "não corre risco de vida" que demorou anos pra acabar e de vez em qdo ainda aparece por aí) e morre.

A mãe em seu desespero justificado "exige justiça" e de onde saiu o tiro seja quem for que seja punido...........qual policial vai se arriscar a defender alguém em sua folga e ainda quase ser linxado e agora ser perseguido por justiça que ele sim estava tentando fazer enquanto o povo em volta observava os manos fazendo um assalto?

Afinal um marginal morreu e o outro foi encontrado dentro de um ps numa das maiores favelas de sampa?

Que justiça ela e e tantos outros pedem qdo acontece isso, toda vez aparecem pais e mães desesperados querendo justiça, justiça e justiça se na realidade o que querem é compartilhar sua dor buscando VINGANÇA!!!!!!!!!!!!!!!!!

Não não tá certo o negrinho no poste (me lembrei do livro do Jorge Amado Capitães da Areia de 1937 e adorava o personagem "sem pernas" coitado mas achava ele muito humano talvez o mais de todos eles).

Não tá certo policial virar bandido, não tá certo a justiça virar vingança e não tá certo um amigo e companheiro de trabalho como o cinegrafista Santiago ser atingido por um morteiro, entrar em coma morrer e ainda ler nos comentários do G1 por exemplo: "Bem feito metido a besta, já vai tarde ou " Quis aparecer aí no que deu" e cadê os equipamentos de segurança da empresa?

Mas nosso sindicato é ligado a cut e óbvio ligado ao governo que conhecemos bem (conheço pq sou da área e não acho nada, digo o que sei que é e pronto) no meu registro está a profissão e a marca da cut.

Alguém viu manifestações de bandeiras vermelhas com a foice e o martelo ou a fuça do Lênin?

Saíram em toda a mídia pra descer o pau nesses arruaceiros fantasiados de anarquistas?

Botaram a cara pra defender um câmera-man que mal ganha pra sustentar com dignidade sua família mas qdo sai ele sabe que pode não voltar prq pode morrer com uma das tais "balas perdidas"? ou agora morteiro perdido encontrado na cabeça dele onde arrancou uma orelha e arrebentou com metade do seu cérebro?

Não pensem que não tem a ver com a postagem do Garoto, prq tem tudo e quem não viu que veja e quem viu reveja prq tenho certeza aprenderá muito.
Por Magno Martins
Uma das maiores obras-primas do mundo cinematográfico é, indiscutivelmente, o filme O Garoto (The Kid), dirigido e interpretado por Charlie Chaplin. Lançado em 1921, Chaplin ofereceu com maestria e talento um novo patamar para o cinema mudo: a comédia dramática.
É perceptível que Charlie Chaplin sempre teve um olhar crítico em demonstrar, em suas películas, questões que levam discussões entre diversas pessoas, independentemente de suas classes sociais. E, é claro, que isso o tornou uma das maiores lendas do universo do Cinema. Porém, neste filme, Charlie demonstra um algo a mais, que levou o público aos cinemas para conferir. E esse algo a mais foi sua sensibilidade.
O longa em si conta a história de um bebê que foi abandonado pela própria mãe, após sair da maternidade. Porém, ao invés de denotar a personagem como uma mulher ruim, Charlie teve a delicadeza de mostrar ao público sua história: uma mulher abandonada pelo namorado, grávida, sem condições financeiras e emocionais para cuidar de uma criança. Isso é perceptível em vários takes da película. Com medo de fazer o filho sofrer, ela o abandona em um carro de família com condições financeiras melhores. Ao se arrepender do feito, a mãe retorna ao local, porém, o carro fora furtado e o destino separa mãe e filho em questões de minutos.
A partir de então que o Vagabundo, interpretado por Chaplin, entra em cena. Ao encontrar a criança abandonada perto de sua casa, ele faz de tudo para reencontrar os pais do bebê. Em uma série de contratempos, com muito humor, o Vagabundo percebe que terá que ficar com a criança, especialmente ao ler o pequeno bilhete deixado pela mãe da criança em seu cobertor, pedindo aos futuros pais adotivos que cuidassem da criança com muito amor e carinho.

Desde então, a história entre o pai Vagabundo e o garoto John começa a se materializar na película. Mesmo com todas as dificuldades da vida, o Vagabundo não mede esforços para cuidar bem da criança, desde arrumando um berço e uma mamadeira improvisada com um bule de café até todo o amor, carinho e atenção solicitada pela mãe que o abandonara. Através de vários cenas bem elaboradas, juntamente com a trilha sonora fantástica, que foi criada pelo próprio Chaplin, a história composta com muita cumplicidade, simplicidade, humildade e sinceridade começa a ser formar, envolvendo o público emocionalmente com o pai adotivo e a criança abandonada.
Claro que Chaplin, em meio a isso, adicionou muitas doses de humor. Talvez para muitos a forma de ganhar a vida que o Vagabundo encontrou juntamente com o seu filho não tenha sido a melhor, mas em momento algum dá uma sensação de exploração de trabalho infantil. Muito pelo contrário, a forma que Chaplin criou para o trabalho de ambos mostra que, indiferentemente das condições precárias e os obstáculos que apareciam entre os dois, ambos lutavam pela sobrevivência um do outro, demonstrada pela cumplicidade e honestidade em sentimentos que existem entre eles.
A parte que realmente mais emociona (a mais sofrível em todo o filme) é quando tentam separar o Vagabundo do Garoto. A cena do Garoto implorando para ter o pai de volta, enquanto é levado pela caminhonete do orfanato, realmente é um dos pontos mais dramáticos do longa. Porém, o Vagabundo luta com todas as suas forças contra os malfeitores para impedir que ele fosse separado de seu filho: ele sai correndo pelos telhados da vizinhança até alcançar a caminhonete em movimento, pula na carroceria, luta contra um dos malfeitores e consegue resgatar seu filho. Para muitos, é como se Chaplin demonstrasse o que a mãe do Garoto deveria ter feito: lutar pelo filho. Mas a todo o momento ele cumpre o pedido da própria mãe: de cuidar do seu filho com muito amor, carinho e atenção.
A história em si, não termina ai: muitas confusões, dramas, cenas engraçadas compõe a trama entre o Vagabundo e o Garoto, além de diversas reviravoltas nas histórias dos coadjuvantes de O Garoto.
Muitos críticos de cinema fazem um paralelo do filme O Garoto com a própria vida de Charlie Chaplin, já que ele passou boa parte de sua infância em um orfanato, separado do seu irmão; sua mãe não tinha condições financeiras e mentais para cuidar de ambos, pois fora abandonada pelo marido quando os filhos eram muito pequenos. Há também críticos que justificam a alta dose de sensibilidade devido ao fato de que o filho recém-nascido de Charlie havia acabado de falecer quando começaram as gravações de O Garoto. Pode ser que tudo isso tenha influenciado na obra-prima, porém, uma coisa que ninguém jamais poderá negar: o talento de Chaplin em trazer para as telas de cinemas questões tão importantes (tanto na época como atualmente) como o amor, a cumplicidade, a honestidade, a humildade e a simplicidade. Nisto tudo, Chaplin foi e continuará sendo um grande mestre.


 Obs: Tem de ter mesmo uma obs, lembram daqueles abestalhados que me chamavam de amante da ditadura por ter servido a pátria num período crítico?

Pois bem, dizem que a vingança é um prato que se come frio não?

Não, a vingança se pode ser chamada assim é falar e provar, e aí está amantes dos sassás mutemas de hoje, quem era o amante da ditadura.

O que eu fazia era servir a pátria, ao país que amo, o Brasil que sonho ainda será melhor apesar dos dedo-duros e dos corvos que os cercam; só cumpri minha obrigação e nunca matei ng, nem dedurei ng pra me estabelecer no poder por décadas a fio, sou só um lobo estepario sem um puto no bolso, mas com a minha consciência tranquila.

Aplaudam seu líder bando de idiotas e puxa sacos do inferno, disse que mostraria a verdade na hora certa, e foi a Veja que publicou com o novo livro do Delegado Romeu Tuma Jr (prq no Roda Viva ele afirmou que o nº2 está saindo e agora com nomes, doctos e tudo que não coube no primeiro) e foi ele que escancarou com fatos e fotos como essa abaixo a verdade; mesmo tendo sido ministro do governo desse aí.....................que apesar de tudo ainda surfa de bom moço.

Será que ele dorme tranquilo sabendo quantos foram pro pau de arara ou pra vala e agora eles estão loucos pra condenar militares aposentados que recebiam informações deles mesmo pra desviar a atenção da verdade?
Ah  a Verdade, a primeira que morre sempre........

Enjoy!!!!!!!!!!!!!!!!!!

9 de fev de 2014

Exploit - Symphonic Prog de la bella Itália



Mais um belo Prog della bella Italia. Um trio de Roma, bem raro e desconhecido, com um fim misterioso. O primeiro lado do LP da banda mostra uma clara influência do ELP (ou The Nice). Surpreendentemente, o destino de músicos Exploit ainda é desconhecida, e não há fotos ... O  registro da primeira edição do LP é muito raro e vale US $ 1500 ...
Um sonzaço, bem Proto Prog com guitarras distorcidas.

Faixas:
01. Crisi: Parte 1 - Speranza (Romano Rizzati) - 7:52 
02. Crisi: Parte 2 - Crisi (Romano Rizzati) - 7:10 
03. Crisi: Parte 3 - Pazzia (Romano Rizzati) - 5:17 
04. Anche se ho sbagliato (Sergio Tocci, Herbert Hildebrandt-Winhauer) - 2:52 
05. Un bambino ... Un re ... (Sergio Tocci, Franco Bonfanti) - 3:58 
06. Il Campanile della Cattedrale (Giovanni Borzelli, Romano Rizzati) - quatro um 
Bônus:
07. L'anima nuda (Giovanni Borzelli, Romano Rizzati) - 2:21 
08. Giochiamo insieme (Romano Rizzati, Chris Kritzinger) - 2:44 
09. La tua pelle Scotta (Sergio Tocci, Borjan, Romano Rizzati) - dois cinqüenta e cinco 

Pessoal:
- Carlo Crivelli - teclados, vocais 
- Enzo Cutuli - baixo, vocais 
- Aldo Pignanelli - bateria, percussão




5 de fev de 2014

STEVIE COCHRAN - "Live At Montreux" - 2003



Vez por outra eu preciso dar uma chacoalhada nos neurônios para botar a cabeça em ordem para poder seguir em frente, portanto sempre procuro algo fora do eixo do rock progressivo para esta tarefa e em minha busca, me deparei com um gordão fazendo cara de mau, chamado Stevie Cochran, em uma apresentação na edição de 2003 do Festival de Montreux.

Baixei o dito álbum e comecei a escutá-lo e fração de segundo depois eu já estava batendo o meu pezinho, tamanho 44, no ritmo da música, completamente hipnotizado por um som que caracteristicamente não faz parte do meu cotidiano, portanto, surpreso com o fato, quem seria esta figura totalmente desconhecida para mim?


Pois bem, vamos aos fatos: este cidadão já participou de nada menos do que cinco edições deste mesmo festival e desde a metade dos anos noventa faz turnês pela Europa e Japão, sendo ele, um exímio guitarrista de blues, possuindo uma bela voz, potente e afinadíssima, compositor de mão cheia, que começou a tocar guitarra pelos idos de 1966. 

Ele vem de uma família musical que inicialmente o ensinava jazz, entretanto, ele não resistiu aos apelos da Beatlemania e da invasão britânica no blues-rock e a partir de 1968 passou a escutar incansavelmente a obra de Jimi Hendrix e Eric Clapton e em torno de 1973, altamente influenciado por esses Deuses da guitarra, desenvolveu sua própria guitarra.


Como se não bastasse todos os seus predicados, ele neste álbum está acompanhado de mais três feras e essas feras tem nome e tem função, então vamos lá, pois nos teclados temos Dan Kean, no baixo, Alan Katz e na bateria, Matt Miller, que é também produtor deste delicioso e dançante álbum, cabendo ressaltar que todos sem exceção, são músicos de primeiríssima categoria. 

As músicas deste álbum são de sua autoria com alguns parceiros, a exceção de “No Quarter” do Led Zeppelin, que tem como autores, Jimmy Page, Robert Plant e John Paul Jones, que audaciosamente foi executada pela banda com toda a pompa e circunstância que uma música como esta assim o exige, permitindo que Stevie Cochran pudesse revelar o seu lado rock’n roll. 


Para os que já me conhecem, todos sabem que este estilo musical não é a minha praia, mas como esta música é muito estimulante, tomei coragem para escrever estas poucas linhas para poder dividir com os amigos a satisfação de ter entrado em contato com uma música que é simples por natureza, mas grande o suficiente para atingir a alma e conquistar o coração.

ALTAMENTE RECOMENDADO!!!!

Band:
Stevie Cochran
Dan Kean
Alan Katz
Matt Miller

Tracks:
01 - I've Got A Reason
02 - Maybe It's You
03 - Some Times
04 - Why Do They Kill
05 - What You Do To Me
06 - Underground Theme
07 - Misunderstood
08 - Headed For Trouble
09 - You Amaze Me
10 - Got To Have A Song
11 - No Quarter
12 - In One Ear - Out The Other